Palermo è in lutto. È in lutto per la morte di Paolo Taormina, 21 anni appena, ucciso mentre cercava di sedare una rissa davanti al suo locale “O Scruscio”, nella notte tra sabato 11 e domenica 12 ottobre. Il sindaco di Palermo ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, ma la città è già ferita da un’ondata di violenza che sembra ormai fuori controllo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a sparare sarebbe stato Gaetano Maranzano, 28 anni, residente allo Zen, poi fermato e reo confesso. Paolo era intervenuto per difendere un ragazzo vittima di un pestaggio di gruppo, ma un colpo di pistola gli è stato fatale. Un’altra notte di sangue nel cuore della movida, in una Palermo che da mesi vive un’escalation di violenza.
Dal triplice omicidio di Monreale alla sparatoria di Sferracavallo durante la festa dei Santi Cosma e Damiano, i fatti di cronaca si susseguono senza tregua. “Non si può più sopportare, non si può più aspettare” è il grido unanime che ieri sera ha attraversato le strade della città.
Domenica 12 ottobre circa duemila persone hanno partecipato a un corteo partito dal Politeama e arrivato al Teatro Massimo, passando per via Spinuzza, luogo dell’omicidio. In testa la madre di Paolo, Fabiola Galioto, e la sorella Sofia, insieme a familiari e amici. Uno striscione con i volti di Aldo Naro e dei tre giovani uccisi a Monreale recitava: «Stop alla violenza, basta morti senza senso».
Alla fiaccolata ha preso parte anche il sindaco Roberto Lagalla, che ha annunciato di aver chiesto al Ministero dell’Interno il potenziamento delle forze dell’ordine in città. «Io posso anche andare a casa tranquillamente – ha detto – ma non senza prima aver difeso questa città».
Questa sera, lunedì 13 ottobre, Palermo torna in piazza con una nuova manifestazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Acli dal titolo “Una marcia silenziosa per fare rumore”. Il corteo partirà alle 20.30 da piazza Verdi per raggiungere la Prefettura in via Cavour. I sindacati chiedono azioni immediate per la sicurezza, il contrasto al degrado e la tutela dei giovani: «Serve reagire insieme, perché regna il caos e manca la coscienza civile», hanno dichiarato i segretari Ridulfo, Badami, Baudo e Todaro.
Il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, ha annunciato la convocazione della commissione allo Zen: «A Palermo si continua a sparare e a uccidere. Troppe armi nelle mani dei giovani. Il quartiere deve reagire».
Un appello condiviso anche dal presidente di Legacoop Sicilia Filippo Parrino e dal responsabile Legalità Francesco Citarda: «La morte di Paolo ci impone di agire. Serve un patto educativo tra scuola, famiglie e istituzioni per fermare questa spirale di violenza».
Durissime infine le parole di Sonia Alfano di Azione: «Ogni giorno Palermo è teatro di vere e proprie scene di guerriglia urbana. La morte di Paolo è solo l’ultima di una lunga lista di vittime innocenti. È inaccettabile assistere a questa escalation senza che si muova foglia».














